IL LIBRO SEGRETO DEI CANI MORTI

Mi sono camminato addosso Come fossi nano Come pulce tra i miei peli
Fino ad incidere chiazze Arrivato al bordo nerastro della bocca
Mi sono fatto spazio tra i molari. Il palato è una piattaforma di gradini. Poi il tubo digerente mi ha sbalzato senza preavviso E appendendomi con le unghia La mia orma si è chiamata Ulcera.

Violetta

il faro fuorescente sopra la curva guarda correre veloce in fondo ai granelli roventi. Se si schizza dall’acqua velocemente quell’immagine resta più a lungo. Ma l’occhio intermittente si chiede se la durata ha falsato il piacere.

Chi dormiva nel labirinto di granito, chi andò dagli alberi, per avere cura e consolazione.
Chi dormiva nel labirinto di granito, chi andò dagli alberi, per avere cura e consolazione.