LA MERIDIANA

L’assenza di commento audio, sostituito da una sola componente musicale, sospende la narrazione verbale e affida interamente alle immagini il compito di evocare un tempo in dissolvenza. Il bianco e nero diventa scelta formale e concettuale: elimina la seduzione del colore per restituire una dimensione sospesa, quasi memoriale, in cui l’aristocrazia siciliana, i suoi rituali, i suoi spazi e i suoi silenzi emergono come frammenti di un’identità in declino. Il montaggio alterna la Sicilia dei latifondi, dei palazzi nobiliari e dei gesti codificati, con le tracce dell’irruzione del nuovo: infrastrutture, trasformazioni urbane, mutamenti sociali. Il passaggio alla modernità non è rappresentato come rottura improvvisa, ma come lenta stratificazione, come un cambiamento che convive con la permanenza.

L’intero lavoro è contenuto in una scatola di cartone, una custodia simbolica di un mondo murato, chiuso, ordinato e autoreferenziale, oggi osservabile solo come archivio, come memoria raccolta e conservata. Supporto, dispositivo che delimita, protegge e allo stesso tempo segnala la distanza tra quell’universo e il presente. Il lavoro è volutamente ispirato dai libri di Tommasi di Lampedusa, Lucio Piccolo, Vincenzo Consolo, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino e vuole essere un omaggio alla grandezza e infinita genialità degli scrittori siciliani.

Chi dormiva nel labirinto di granito, chi andò dagli alberi, per avere cura e consolazione.
Chi dormiva nel labirinto di granito, chi andò dagli alberi, per avere cura e consolazione.